1° febbraio 1945: giornata di ricordo

Sessantasette anni fa abbiamo conquistato il diritto al voto, ma resta solo una conquista commemorativa. Un ricordo, un giorno da commemorare per una vittoria che all’epoca sembrava avesse il suo valore. La rivoluzione francese cambiò molte cose, ma mai la condizione delle donne*.

Di sicuro politicamente valevano zero, il voto le aiutò a convincersi che qualcosa era diverso, che si poteva cambiare, che ci si doveva far sentire; in fondo è quello che succede adesso, ma il problema è alla base. Sappiamo benissimo quanto abbiamo conquistato, quanta emancipazione abbiamo…ma ne siamo così sicure? Io vedo per lo più la solita storia scritta in maniera diversa. Non so voi, ma non ho più neanche voglia di Università, se non per avere delle linee guida nell’auto-formazione.

Il ruolo dell’uomo è quello di intellettuale, medico, dirigente, scrittore, politico…siamo andate avanti simbolicamente, per rivendicare lotte e per vedere il nome di qualche donna stampato qua e là…anche noi adesso siamo scrittrici, giornaliste, intellettuali, medici…ma il problema del mondo sono mai stati i libri, i giornali o un ambulatorio?

Se il mondo va a puttane è perchè esiste un potere che, si deduce dal significante stesso, è UOMO.

*L’unica donna che tentò nella seconda metà del ‘700 una vera battaglia, fu Olympe De Gouges. Nata senza un padre e fu riconosciuta dal compagno della madre. Divenne famosa a Parigi per essere una cortigiana, in quanto senza padre e con una madre libertina, come dire una druda. Si ribellò e rivendicò fortemente il poco peso politico delle donne nella Francia dell’epoca, ricordando la presenza delle donne alla Presa della Bastiglia e nell’irruzione della reggia di Versailles. Fu da subito scomoda per i politici e gli intellettuali del tempo. Morì condannata alla ghigliottina
per aver criticato Robespierre.

Il rapporto sulla sua condotta sul patibolo recitava impietosamente: “Olympe de Gouges, nata con un’immaginazione esaltata, ha scambiato il suo delirio per un’ispirazione della natura: ha voluto essere un Uomo di Stato. Ieri la legge ha punito questa cospiratrice per aver dimenticato le virtù che convengono al suo sesso”.

Il patriarcato come modello mentale non è morto.

 

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