Odio e pretendo. A Melissa

http://www.repubblica.it/cronaca/2012/05/20/news/brindisi_due_sospettati_in_questura_la_pista_quella_del_terrorismo-35510668/

Sarebbe stata una mossa troppo azzardata pensare che un atto così poco umano, senza “motivazioni adeguate”, appartenesse alla Sacra Corona Unita. La mafia; lo Stato, i suoi servi, i suoi strozzini…non si sporcherebbero mai le mani di sangue per un’idea poco etica, poco condivisa. Si deve sempre credere e diffondere la cultura del consenso. Quel consenso che distrugge Nazioni, paesini di provincia. Che sia con leggi o intimidazioni, per etica o per paura, per professione o per interessi.

Io non acconsento, tantomeno dissento a nulla. Io non ho potere, tantomeno lo voglio. Ma odio chi lo ha, chi se lo prende, chi non aspira ad altro. Questo è un odio sentimentale, passionale…definitelo come vi pare. Ma mi sento doppiamente offesa: come donna ed essere umano! Sento ogni giorno di fascisti, minacce agli stranieri, agli omosessuali, di stupri, di morti insensate. Se questo è il vostro essere umani, io me ne vergogno. Se questo è il vostro consenso, io non lo appoggio. Non sono la santa e di sicuro sarò una donna che odia, di quelle che “non sono belle da vedere!”. Ma ci sono abituata. Sono donna e questo sistema vuole che lo sia a modo suo, cioè non essendolo.

Ma il punto è un altro,io voglio giustizia sociale! Quella amata, desiderata, sentita, voluta. Quella dell’operaio e dell’operaia che sudano sangue ogni giorno, quella del cittadino, quella della paesana. La mafia, quanto lo Stato, ha una paura fottuta delle donne. Se non sono esclusivamente i loro oggetti, sono le loro migliori confidenti a cui si può dire tutto, in cui si può sperare nei consigli e nella fedeltà. Per questo sono pericolose e da tenere a bada. Allora è a voi che urlo queste parole scritte distrattamente alle sei del mattino : ribellatevi. Insegnate l’arte di essere donna. Insegnatela agli uomini quanto alle donne. Non siamo ancora pronti a renderci giustizia…sono solo le sei del mattino.

A Melissa. Alla rabbia dei suoi cari e dei suoi amici. Al mio odio.

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