Abbiamo un sogno antifascista…

Esiste un grande preconcetto per cui le donne non amano il calcio, non lo seguono, non lo praticano. Nel corso degli anni, però, sono sempre di  più le donne che si sono interessate e hanno iniziato a praticare questo sport, facendo ridefinire l’idea per cui il calcio è solo una cosa da uomini.

http://vimeo.com/43344803

Quando invece si parla di calcio come sport Nazionale, Europeo e Mondiale , noi donne siamo fiere di non farci parte! Di non sostenerlo! Di non praticarlo! Quale esempio migliore degli Europei 2012. Oltre alle varie  proteste portate avanti dalla Femen per quanto riguarda lo sterminio di più di 25.000 cani e le varie speculazioni che tutte/i conosciamo ( il calcio è uno dei terreni più fertili del capitalismo) ce ne sarebbe una da fare, la più grande. Niente simbolismi, ne pacifismi, niente striscioni o cori quando si tratta di fascisti, o ancor peggio nazisti, la risposta dovrebbe essere una : la violenza!

“La storia insegna che l’unico modo di rispondere alla violenza è la violenza. La sola soluzione possibile sarebbe quello di sostituire all’uso delle armi l’uso della parola”. Quando ti trovi davanti a primati del calibro di questi nazisti che le parole non le sanno usare se non per inneggiare, con cori costruiti dal capo clan, a una sola razza e alla violenza, quali parole usereste? Bisognerebbe fargliela provare sul serio la violenza, la sensazione di non essere liberi , di urlargli dietro tutto l’odio che loro usano contro i “negri”, i mulatti, le “scimmie” come le chiamano loro. Esistono sempre colpevoli per le istituzioni, tranne in questi casi. Il colonello intervistato dice che i tifosi non fanno assolutamente saluti nazisti o riferimenti xenofobi, “ma sono solo modi per attirare l’attenzione dei giocatori”. Le istituzioni fanno fatica a mobilitarsi, ma negare pienamente l’evidenza è qualcosa che, in questo caso, non ci aspettavamo.

Sappiamo già quanto costa alla maggior parte degli sbirri andare negli stadi a lottare con chi sostiene la loro stessa ideologia, ma è il loro lavoro che quasi sempre non portano a termine. Noi sognamo un altro tipo di giustizia su quegli asfalti, su quelle tribune.

Violenza Organizzata. Meditata. Uno stadio pieno di Africani, di donne e uomini antifascisti incazzate/i al punto giusto. Uno stadio pieno di Ebrei  antisionisti, pieno di amore da difendere. Devono ricevere lo stesso odio. Questi energumeni sono quelli che violentano, stuprano, picchiano, uccidono. E si allenano per farlo (guardate tutto il video) e se la giustizia, come sempre, non risponde allora organizziamoci. Siamo più di loro, lo siamo sempre stati.

Il loro disagio lo si percepisce solo guardandoli in Tv. Fanno pena, paura, schifo.

A tutti gli antifascisti ,invece, vorremmo chiedere una cosa: è questo è il vostro calcio? Sono queste le squadre mute e indifferenti, che accettano di andare a giocare in certi posti, e a cui fate il tifo? Sono questi gli uomini che imitate quando andate allo stadio? Forse non usate inni nazisti o razzisti, ma riproducete più o meno la stessa cosa, lo stesso stereotipo di “ultras”.

La violenza vabbene, si. Ma contro i violenti, contro i fascisti, contro il potere. Non esiste nessun altra situazione per cui torneremmo a metodi primitivi. Non canteremmo mai cori che minimamente potrebbero farci somigliare a dei fascisti! Non canteremmo mai per un ideale patriottico! Quando lo sport non è più sport, che senso ha stare su quegli asfalti ad urlare, se non per sostenere la “propria maglia”, la “propria squadra” la propria Nazione? Se le donne se ne disinteressano non è di certo perchè esistono cose da uomini o cose da donne. Esistono cose per cui bisogna “restare umani”, indipendentemente dal sesso.

Allora svegliatevi, odiateli..ma col cuore!

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